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Insegnamento di spagnolo

    

Lo spagnolo, lingua ufficiale in 21 paesi,  è la seconda lingua madre al mondo (dopo il cinese), con più di 500 milioni di persone che lo parlano in tutto il mondo.

Ed è per questo noi puntiamo sulle 4 abilità, che sono: la comprensione orale e scritta, e la produzione orale e scritta; cioè, saper ascoltare, leggere, parlare e scrivere, perché è solo attraverso di esse che l’alunno impara quello che riteniamo sia più importante in una lingua: comunicare.

Ma non siamo solo noi a pensarla così! Gli esami del DELE (Diploma Español Lengua Extranjera) sono basati proprio sul raggiungimento di livello di padronanza di queste quattro abilità, secondo quanto stabilito dal QCER (Quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue del Consiglio d’Europa. E tutti sappiamo quanto al giorno di oggi, oltre a conoscere una lingua, sia importante avere una certificazione che lo attesti; per questo, nella nostra didattica i ragazzi vengono familiarizzati con queste tipologie di prove e di esami, fin dalla prima media, abituandoli soprattutto a parlare ed a scrivere.

Non ci dimentichiamo però, che sono solo ragazzi, e che si confrontono per la prima volta con questa lingua a loro sconosciuta. Per cui, la prima cosa da fare è coinvolgerli e catturare la loro attenzione, stimolandoli e facendoli sentire il più rilassati possibile: non devono avere paura a parlare e sbagliare. A volte, per sottilineare questo aspetto, faccio a loro presente gli errori che la loro insegnante, madrelingua spagnola residente a Firenze dal 2005, ancora fa, in particolare nella pronuncia di alcuni suoni…e di solito, si rilassano e si sentono meno “giudicati”. 

Questo ci porta a parlare di un altro elemento che cerchiamo che sia sempre presente nelle nostre lezioni, gli aspetti culturali, che non solo soltanto conosecnze di geografía, arte, letteratura, storia, ecc., ma che hanno anche a che fare con la “cultura” con la “c” minuscula,: perchè gli spagnoli abbiamo orari diversi?, i nostri modi di salutare, nomi che possono sembrare curiosi ed altri aspetti che fanno parte del folklore dei popoli e che avendo un’insegnante madrelingua tra di noi è impossibile non trasmettere.

Un altro aspetto che ci aiuta tantissimo a creare questo clima adatto ad imparare meglio è il gioco. Per esempio, oltre alle risorse che oggi giorno offre la rete, per introdurre o memorizzare il lessico (fondamentale nello studio di una lingua) usiamo giochi come il “memory”, il “pictionary”, il “cosa è questo?”, in cui sono loro stessi a fare il ruolo di insegnanti ai propri compagni, ecc. Altrettanto utili sono certi giochi, come l’uso di una semplice pallina, il bingo, le battaglie navali (che spesso mi ritrovo a dover spiegare perché loro non hanno mai giocato!!), i crociverba, il filetto, il dettato alla rovescia, ecc., per rafforzare e ritenere aspetti grammaticali. Ma i nostri preferiti, e quelli di cui ne andiamo più fieri, sono quelli che usiamo per comunicare in lingua e che spaziano dai classici “taboo” e “indovina chi?”, alle tipiche scenette e “role plays” , senza tralasciare giochi creati ad hoc con cui si divertono a descriversi o a ipotizzare cose successe al passato, al presente o al futuro. Immagino a questo punto sarete curiosi, allora non vi resta che venire da noi! Saremo lieti di conoscervi, e imparare insieme a voi! Sì, imparare insieme, perché anche noi insegnanti impariamo sempre dai nostri studenti e dalle sfide che giorno dopo giorno, anno dopo anno, ci lanciano.

L’ultima sfida, purtroppo, ci ha fatto capovelgere i nostri ritmi, le nostre abitudini, e anche la loro. E anche in quest’occasione abbiamo dovuto imparare, in fretta e tanto. E abbiamo imparato che nella DaD o nella DDI ci mancano i ragazzi, il loro calore, il loro stare insieme, ma che possiamo e possono fare tanto e continuare ad imparare e a volte anche continuare a divertirsi e riuscire a coinvolgerli e a stupirli. I nostri studenti l’anno scorso attraverso la DaD ci hanno fatto “entrare” nelle loro case parlando o scrivendo in lingua spagnola e offrendomi un tour delle loro abitazioni (in prima media); oppure hanno chattato in lingua con i loro compagni per fissare un appuntamento immaginario (seconda media); hanno sognato di viaggiare in altre città e in altri paesi offrendoci alternative di viaggio e raccontandoci di questi luoghi a loro spesso sconosciuti (terza media); e non solo, abbiamo riso ed imparato attraverso gli schermi con quiz on line creati dai nostri insegnanti, ecc.

Prima di salutarvi, solo un’ultima cosa, se vi state chiedendo come i vostri figli, dopo solo qualche mese e con due ore a settimana possano essere in grado di parlare di sè, di descrievere la propria casa; o in seconda media, possano presentare power point su una regione spagnola in cui descrivono la lingua, la bandiera, la capitale, le province, le principali città, le catene montuose, i fiumi, il clima, i monumenti, i cibi, le feste a tradizione, ecc. oltre a ragionare su come sia vivere in una città piuttosto che in un paese e come dobbiamo comportarci per mantenerlo pulito; e, infine, in terza media, possano fare schede di film e di libriproporre itinerari turistici, parlare e confrontarsi su aspetti culturali come la disiguaglianza oppure parlare della vita e l’opera di grandi artisti; ecco, se vi state chiedendo che con due ore a settimana, forse ciò non è possibile, vi invitiamo di nuovo a venire da noi per ricrederci, perché loro hanno solo bisogno di una guida, di regole ed schede chiare, di lasciare libera lo loro immaginazione e creatività per stupirci ed stupirvi.